L’ultimo numero mandato in stampa è denso di notizie e informazioni: aggiornamenti sulla ricerca, sulle terapie per la sclerosi multipla. ……
Source: AISM-News dal mondo AISM
L’ultimo numero mandato in stampa è denso di notizie e informazioni: aggiornamenti sulla ricerca, sulle terapie per la sclerosi multipla. ……
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Uno studio olandese ha analizzato il liquor di 77 persone con CIS. Un marcatore di attivazione delle cellule immunitarie è ……
Source: AISM-News dalla Ricerca Scientifica
Persone con diagnosi di sindrome clinicamente isolata che ricevono trattamenti precoci hanno una minor probabilità di conversione alla SM ……
Source: AISM-News dalla Ricerca Scientifica
“In un mondo ideale, meglio visitare una persona in più, magari per poi escludere la presenza della sclerosi multipla, piuttosto che vederne meno e lasciare malati senza la corretta diagnosi”. Questo il punto di vista che Alessandra Lugaresi, neurologa e Professoressa Associata del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’Università “Alma Mater” di Bologna esprime nella terza parte della videointervista. Il motivo è evidente: formulare una diagnosi nella fase più precoce della malattia può voler dire somministrare una cura, se indicata, che risulterà più efficace nel fermare o nel rallentare l’evoluzione della malattia. Il mondo ideale, per definizione, non esiste, ma chi può fare che cosa per avvicinarcisi il più possibile? Nel percorso di diagnosi e cura (Percorso Diagnostico Terapeutico e Assistenziale: PDTA) da lei pianificato a Bologna, può essere già il medico di medicina generale a chiedere una risonanza magnetica, se ipotizza che, all’origine di un sintomo, ci sia la sclerosi multipla. In alternativa, può prescrivere la visita di un neurologo del territorio e quest’ultimo, dopo aver approfondito la valutazione, potrà eventualmente inviare il malato al Centro specializzato. Insomma una “rete” a maglie strette, per prevenire le mancate diagnosi nelle persone con sclerosi multipla.
Redazione Fondazione Cesare Serono
Source: Fondazione Serono SM
Si chiama SPRINT-MS, coinvolgerà 250 persone con SM in diversi centri negli Stati Uniti. L’obiettivo è avere informazioni sulla sicurezza ……
Source: AISM-News dalla Ricerca Scientifica
Si chiama SPRINT-MS, coinvolgerà 250 persone con SM in diversi centri negli Stati Uniti. L’obiettivo è avere informazioni sulla sicurezza ……
Source: AISM-News dalla Ricerca Scientifica
Chi ha famigliari stretti con SM e presenta un altro rischio di sviluppare la patologia, ha più probabillità di mostrare ……
Source: AISM-News dalla Ricerca Scientifica
Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta il 13 giugno. AISM ha ottenuto nuove e importanti tutele anche per le ……
Source: AISM-News dal Sociale
Dopo aver raccolto alcune evidenze sperimentali con il prodotto, ricercatori canadesi hanno valutato l’effetto della minociclina nella Sindrome Clinicamente Isolata. I dati raccolti suggerirebbero un’efficacia nel prevenire la conversione in Sclerosi Multipla.
Nel periodo fra il gennaio del 2009 e il luglio del 2013, Metz e colleghi hanno arruolato soggetti nei quali si era presentata una Sindrome Clinicamente Isolata, nei sei mesi precedenti, e li hanno suddivisi in due gruppi, dei quali uno ha ricevuto minociclina e l’altro placebo. La minociclina è un antibiotico, datato, della classe delle tetracicline. Tutte le persone valutate, sono state seguite per 24 mesi o fino alla conversione in sclerosi multipla clinicamente confermata. Il principale criterio di valutazione dell’efficacia è stato, appunto, la conversione da Sindrome Clinicamente Isolata in sclerosi multipla. Sono state eseguite anche risonanze magnetiche a 6 e 24 mesi dall’inizio del trattamento. Dodici Centri specializzati canadesi hanno arruolato 142 persone: 70 nel gruppo placebo e 72 nell’altro. L’età media è stata di 36 anni, per il 68% sono state arruolate femmine e la dose di farmaco è stata di 100 mg due volte al giorno. Il rischio di conversione da Sindrome Clinicamente Isolata a sclerosi multipla confermata è stato del 61%, nei soggetti che avevano assunto placebo, e del 33% in quelli trattati con minociclina. Riguardo al numero delle lesioni al cervello individuate con la risonanza magnetica, il vantaggio della terapia con minociclina è stato del 19%, con una differenza statisticamente significativa a favore della somministrazione dell’antibiotico.
Gli autori hanno concluso che la cura con minociclina ha ridotto significativamente il rischio di conversione di casi di Sindrome Clinicamente Isolata in forme di sclerosi multipla confermate, in un periodo di osservazione compreso fra 6 e 24 mesi. Un’evidenza raccolta su 140 soggetti non può essere conclusiva, ma il fatto che l’articolo sia stato pubblicato su una delle riviste mediche più prestigiose del mondo, il New England Journal of Medicine (Giornale del New England della Medicina) è indicativo dell’interesse che c’è sull’argomento.
Tommaso Sacco
Source: Fondazione Serono SM
Il 7 giugno il lancio di un nuovo studio della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Pochi giorni ……
Source: AISM-News dalla Ricerca Scientifica