Un gruppo di esperti italiani della sclerosi multipla ha valutato l’effetto dell’attività fisica sull’astenia e sulle funzioni cognitive. I risultati hanno dimostrato che l’attività fisica determina miglioramenti di questi sintomi e che deve essere incoraggiata anche nei malati che riportano un’intensa fatica cronica.
Coghe e colleghi, nell’introduzione dell’articolo, ricordano che relativamente poche ricerche hanno valutato l’effetto dell’attività fisica sulle funzioni cognitive e sull’astenia o fatica cronica, che è fra l sintomi più frequenti della sclerosi multipla. Meno ancora sono state le occasioni in cui si è studiato il rapporto fra funzioni cognitive e astenia in soggetti con sclerosi multipla che svolgevano attività fisica. Per questo hanno eseguito una valutazione di tali aspetti in persone con sclerosi multipla, seguendole per 6 mesi e applicando un protocollo controllato, in singolo cieco, randomizzato. La principale valutazione ha riguardato l’effetto dell’attività fisica su funzioni cognitive e astenia e, in particolare, le relazioni rilevabili fra gli andamenti dei due sintomi. Sono stati arruolati soggetti con sclerosi multipla e sono stati suddivisi in due gruppi, dei quali uno ha svolto attività fisica e l’altro no. In tutti sono state studiate funzioni cognitive e astenia usando specifici questionari e scale dedicate, prima dell’inizio della ricerca e dopo 24 settimane. Una specifica analisi statistica dei dati raccolti ha permesso di evidenziare l’efficacia dell’attività fisica nel gruppo che l’ha svolta. In particolare, si sono osservati miglioramenti significativi delle variabili riguardanti il cammino e degli esiti della somministrazione dei questionari riguardanti astenia e funzioni cognitive. Inoltre, si è rilevato che questi miglioramenti si sono mantenuti anche dopo la fine del periodo di osservazione previsto dallo studio. Riguardo alle relazioni fra i sintomi considerati, Coghe e colleghi hanno riscontrato che il punteggio dell’astenia presente al basale ha condizionato alcune variabili che misuravano le funzioni cognitive (coefficiente di determinazione=0,65, p<0,01) e che il punteggio prodotto da uno dei test delle funzioni cognitive è migliorato di 0,3 unità per ogni unità di aumento del punteggio dell’astenia.
Gli autori hanno concluso che l’attività fisica può avere effetti su molti aspetti positivi della sclerosi multipla e che, anche le persone con astenia più intensa, devono essere incoraggiate a fare esercizio perché proprio loro ne possono trarre i vantaggi maggiori. Inoltre i risultati dello studio hanno confermato che l’attività fisica migliora anche le funzioni cognitive.
Tommaso Sacco
Source: Fondazione Serono SM