Elementi e alimenti con un possibile effetto positivo nella sclerosi multipla

Elementi e alimenti con un possibile effetto positivo nella sclerosi multipla

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Vitamina D

In numerosi studi
epidemiologici, a basse concentrazioni nel sangue di vitamina D si è associato
un maggior rischio di sviluppare la sclerosi multipla. Altre ricerche hanno
dimostrato che le persone con geni che si associano a bassi livelli di vitamina
D hanno un maggior rischio di sviluppare la malattia, rispetto a chi non li ha.
Inoltre, negli studi eseguiti in soggetti nei quali la sclerosi multipla era
già presente, basse concentrazioni di vitamina D si sono correlati a maggiore
attività della malattia. Queste evidenze hanno suggerito una relazione stretta
fra carenza di questa vitamina e sviluppo della malattia. I meccanismi alla
base di tale relazione consisterebbero nella capacità della vitamina D di
regolare la funzione del sistema immunitario per prevenire le risposte anomale
che questo sistema produce nella sclerosi multipla. D’altra parte, i dati
disponibili non permettono di trarre conclusioni per vari motivi. Innanzitutto,
non è stato definito il livello di concentrazione nel sangue di vitamina D che
riduca significativamente il rischio di sviluppo della sclerosi multipla o che ne
migliori significativamente l’andamento. Inoltre, la somministrazione di
vitamina D non sempre ha determinato significative riduzioni della comparsa di
nuovi casi o della progressione della disabilità o della frequenza di recidive.
Un malato di sclerosi deve quindi prevenire la carenza di questa vitamina,
eventualmente assumendo integratori che la contengono? Secondo molti
specialisti, dato il basso rischio di effetti indesiderati che provoca la
vitamina D alle dosi impiegate comunemente, può valere la pena di assumerla,
specie per i soggetti a maggiore rischio di carenza, come, ad esempio, persone
che si espongono poco al sole o che non mangiano cibi che contengono vitamina D
e soggetti obesi.

Altre vitamine

A varie altre
vitamine sono stati attribuiti effetti positivi nella prevenzione della
sclerosi multipla o nel migliorare il suo andamento. Nonostante l’ipotetico
effetto di contrasto dell’infiammazione che vitamina C, vitamina E e
carotenoidi (vitamina A) hanno dimostrato in prove di laboratorio, la loro
somministrazione nell’uomo, anche a dosi elevate, non è risultata efficace nel
ridurre il rischio di comparsa della sclerosi multipla.

Curcuma

La curcumina,
contenuta nella curcuma, è un polifenolo ed è uno degli elementi nutrizionali che
ha suscitato maggiore interesse, in campo medico, negli ultimi anni. Le sono
stati attribuiti effetti antiossidanti, anti-infiammatori e anti-cancro. I meccanismi
attraverso i quali la curcumina svilupperebbe tali effetti coinvolgono
citochine che regolano l’infiammazione e regolando la funzione di enzimi e di
altre molecole che modulano la funzione delle cellule e l’espressione dei geni.
Prove di laboratorio su tessuti, cellule e animali hanno rilevato effetti della
curcumina nel contrastare i meccanismi dell’infiammazione che sono alla base
dei danni provocati dalla sclerosi multipla. Ad oggi mancano evidenze conclusive
circa l’efficacia della curcumina nel modificare l’andamento della sclerosi
multipla. Qualche autore ne ha osservato efficacia e sicurezza in associazione
con l’interferone beta.

Acidi grassi polinsaturi

Questo termine
comprende una serie di molecole denominate in inglese Poly-Unsaturated Fatty Acids (PUFA)
considerate utili per l’organismo, in quanto coinvolte in molte funzioni “positive”,
come il mantenimento dell’integrità delle membrane cellulari e delle guaine che
ricoprono i nervi, il buon funzionamento dei meccanismi della coagulazione e il
controllo di alcuni processi dell’infiammazione. Due fra i più noti acidi
grassi polinsaturi sono gli omega 3 e gli omega 6, come l’acido linoleico. Una
revisione della letteratura relativa all’effetto di vari elementi nutrizionali
sull’evoluzione della sclerosi multiplanon
ha individuato prove conclusive di un effetto positivo dell’assunzione di
integratori a base di acidi grassi polinsaturi. In particolare, dosi di acido
linoleico comprese fra 2.9 e 23.0 gr al giorno, somministrate a diverse
casistiche di soggetti con sclerosi multipla, non hanno determinato alcun
beneficio sull’andamento della malattia. Qualche ricerca eseguita con acidi
grassi omega 6 ha rilevato lievi vantaggi in termini di frequenza delle
recidive della sclerosi multipla, ma i limiti metodologici di tali ricerche ne rendono
poco affidabili i risultati. Nell’insieme, quindi, i dati disponibili
sull’efficacia degli acidi grassi polinsaturi non sono tali da confermare che
queste molecole determinino un beneficio sull’andamento della sclerosi
multipla.

Coenzima Q10

Un coenzima è una sostanza
che serve ad attivare un enzima. Il coenzima Q10 è presente in tutte le cellule
dell’organismo umano ed è coinvolto nei meccanismi che producono l’energia
necessaria al funzionamento delle cellule stesse e gli vengono attribuiti
effetti positivi nel contrastare lo stress ossidativo provocato dai radicali
liberi. Anche nel caso di questa molecola, a fornire le prime evidenze positive
sono state ricerche su animali nei quali era stata indotta una malattia simile
alla sclerosi multipla. A tali riscontri si sono aggiunte evidenze secondo le
quali, in persone con sclerosi multipla, le concentrazioni nel sangue di
coenzima Q10 sono diminuite, con una certa proporzione tra grado di riduzione e
gravità della malattia. D’altra parte, come per altri elementi nutrizionali,
gli studi eseguiti nell’uomo, su piccole casistiche, hanno fornito solo evidenze
limitate e non conclusive circa miglioramenti nell’andamento dei sintomi e
riduzione di alcuni marcatori dell’infiammazione.

Carnitina

È una molecola
presente in alcuni batteri, in lieviti, in piante, in invertebrati e in tutti i
vertebrati. Nei tessuti animali, e in particolare in quelli del ratto, si trova
in concentrazioni più elevate nel muscolo cardiaco, nel muscolo scheletrico,
nel fegato, nei reni, nei testicoli e nel tessuto adiposo bruno. Alla carnitina
si attribuisce un ruolo importante nel metabolismo degli acidi grassi e nel
corretto funzionamento dei mitocondri e alcune ricerche ne hanno dimostrato un
effetto positivo nel migliorare l’astenia. Una revisione della letteratura
pubblicata nel 2017 non ha raccolto chiare e definitive evidenze circa
l’efficacia della carnitina su questo sintomo nelle persone con sclerosi
multipla.

Acido alfa-lipoico e epigallocatechin-3-gallate (ECGC)

Una revisione della letteratura pubblicata nel 2015 ha rilevato che, sull’acido alfa-lipoico (in inglese alpha-lipoic acid: ALA) e sull’epigallocatechina-3-gallato (in inglese epigallocatechin-3-gallate: ECGC), c’erano le evidenze più interessanti, rispetto ad altre molecole, in termini di effetti anti-infiammatori e antiossidanti. Il primo composto si trova in piccole quantità nella carne e in verdure come spinaci e broccoli e la seconda molecola è quella di cui si trova la più elevata concentrazione nel tè verde. Le evidenze sui loro effetti sono state raccolte per lo più in studi sugli animali o in ricerche che hanno valutato variabili relative all’infiammazione e alla demielinizzazione. Nessuna conferma, invece, sulla loro efficacia clinica nei malati di sclerosi multipla.

Nella sezione Alimentazione, nutraceutici e integratori nella sclerosi multipla troverete anche:

Sezione a cura del Prof. Vincenzo Brescia Morra, Professore di Neurologia e Direttore del Centro per la Sclerosi Multipla presso la Clinica Neurologica dell’Università “Federico II” di Napoli

Source: Fondazione Serono SM

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