I più importanti argomenti trattati nel Convegno dell’ACTRIMS

I più importanti argomenti trattati nel Convegno dell’ACTRIMS

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Dal 1 al 3 febbraio 2018 si è svolto a San Diego (Stati Uniti) il terzo forum annuale dell’ACTRIMS. E’ stata l’occasione per presentare i risultati delle ultime ricerche sulla sclerosi multipla e, in particolare, sugli obiettivi delle cure del futuro.

Sul sito MedScape è stata pubblicata una presentazione del Convegno dell’ACTRIMS che ha avuto come tema “Obiettivi terapeutici nella sclerosi multipla la frontiera e futuri trattamenti modificanti la malattia”. Gli organizzatori dell’evento hanno sottolineato che è stata un’occasione importante per creare un dialogo fra chi fa ricerca di base e chi cura i malati. La tendenza attuale degli studi è quella di individuare nuovi meccanismi o cellule o molecole, coinvolti nello sviluppo e nell’evoluzione della sclerosi multipla, sui quali intervenire con le cure.

Gli obiettivi terapeutici dei quali si è parlato sono stati: barriera emato-encefalica, linfociti, microglia e macrofagi, astrociti e oligodendrociti. La barriera emato-encefalica ha un ruolo importante, nella sclerosi multipla, in quanto la attraversano cellule e molecole coinvolte nello sviluppo delle alterazioni caratteristiche della malattia. Alcune delle molecole già impiegate nella cura della sclerosi multipla influenzano la barriera emato-encefalica e, al Convegno dell’ACTRIMS, sono stati presentati altri farmaci in grado di modificarne il funzionamento.

Circa le cellule del sistema immunitario e del sistema nervoso coinvolte nei meccanismi di danno della sclerosi multipla, al Convegno sono state fornite aggiornamenti relativi al ruolo dei linfociti B e ai potenziali benefici delle cellule staminali, alle ricerche che dimostrano la capacità delle cellule della microglia di riparare i danni provocati dalla sclerosi multipla e alla funzione degli oligodendrociti di ripristinare la guaina mielinica delle fibre nervose.

Sono stati presentati dati anche sul contributo degli astrociti all’evoluzione delle lesioni e al loro ipotetico ruolo nello sviluppo della sclerosi multipla secondariamente progressiva.

La partecipazione al Convegno di molti ricercatori di base significa che sono state presentate evidenze estremamente avanzate, anche se, per il momento, lontane dall’applicazione in clinica. Fra queste, l’efficacia di un tipo di oro, definito nanocristallino, nel favorire il ripristino della copertura mielinica dei nervi. Gli organizzatori dell’evento, nel sottolineare la rilevanza degli argomenti trattati per gli specialisti della sclerosi multipla, hanno enfatizzato il ruolo che ricopriranno i giovani ricercatori come “apripista” di nuovi settori di studio.

Quello che è importante sapere, per i malati di sclerosi multipla, è che, come dice il titolo del Convegno, si aprono sempre nuove linee di ricerca per trovare farmaci che incidano più efficacemente sulla malattia.

Tommaso Sacco

Fonte: Medscape

Source: Fondazione Serono SM

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