Il problema della medicina non convenzionale nella sclerosi multipla

Il problema della medicina non convenzionale nella sclerosi multipla

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Articoli

È complesso
trovare per “medicina complementare e alternativa” (utilizzeremo la sigla CAM da Complementary
and Alternative Medicine
) una
definizione unica alla luce della storia e dell’epistemologia della medicina.

Molti
sono i termini usati nell’ambito delle CAM, alcuni come sinonimi, altri per
distinguere alcuni aspetti di questo vasto ed eterogeneo insieme di “cose” (e
uso questo termine appositamente, essendo “cosa” il nome più indeterminato e
più comprensivo della lingua italiana).

In
un articolo del 1999, Zollman e Vickers riportavano la seguente definizione di CAM
data dalla Cochrane Collaboration: “Complementary
and alternative medicine (CAM) is a broad domain of healing resources that
encompasses all health systems, modalities, and practices and their
accompanying theories and beliefs, other than those intrinsic to the
politically dominant health system of a particular society or culture in a
given historical period. CAM includes all such practices and ideas self­defined
by their users as preventing or treating illness or promoting health and
well­being. Boundaries within CAM and between the CAM domain and that of the
dominant system are not always sharp or fixed
” [1].

Il National
Institute of Health (NIH) statunitense ha in seno il National Center for
Complementary and Integrative Health (NCCIH) che fornisce come strumento di
ricerca bibliografica all’interno della biblioteca elettronica PubMed della National
Center for Biotechnology Information (NCBI) l’accesso “CAM on PubMed”, ovvero un filtro di ricerca che utilizza vari
termini [2]. Tra questi, “Complementary
medicine”
è definito come segue: “Therapeutic
practices which are not currently considered an integral part of conventional
allopathic medical practice. They may lack biomedical explanations but as they
become better researched some (physical therapy modalities; diet; acupuncture)
become widely accepted whereas others (humors, radium therapy) quietly fade
away, yet are important historical footnotes. Therapies are termed as
Complementary when used in addition to conventional treatments and as
Alternative when used instead of conventional treatment
”.

In PubMed
compaiono anche i termini “Integrative
Medicine
” (medicina integrativa) e “Traditional
Medicine
” (medicina tradizionale). Quest’ultima comprende tutta una serie
di altri “entry term”: Folk Remedy; Home Remedy; Primitive
Medicine
; Folk Medicine; Indigenous Medicine; Ethnomedicine.

Da
menzionare il termine “medicina non convenzionale” perché, prevalente nel
contesto istituzionale europeo (es. Parlamento Europeo, Risoluzione n. 75 del
29/05/1997; Consiglio d’Europa – Risoluzione n. 1206/1999 – citazione da
Giarelli) [3], è stato adottato in Italia dalla Federazione Nazionale degli
Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO). In particolare la FNOMCeO
ha incluso sotto tale termine come “atti di esclusiva competenza medica”:
agopuntura, fitoterapia, omeopatia, omotossicologia, medicina antroposofica,
medicina ayurvedica, medicina tradizionale cinese [4].

Si
può dunque vedere la complessità che sottende la definizione della CAM.

A interpretazione di chi scrive, la medicina “alternativa”,
per essere strettamente tale, non deve condividere la struttura teorica e la
metodologia del paradigma scientifico della medicina “convenzionale”
(contestuale al momento storico di riferimento). Essa deve porsi “contro”
quella che è la medicina riconosciuta convenzionalmente in una data società e
in un determinato momento storico che indicherò come “medicina
convenzionale/scientifica” (MCS) [5].

Il termine “convenzionale” non necessariamente è sinonimo di “medicina scientifica”. Esempio ne è l’omeopatia fondata da Samuel Hahnemann (1755-1843) che si opponeva alla “medicina convenzionale” del tempo (“medicina allopatica”) che non possiamo certo definire “scientifica” perché largamente non fondata su un metodo scientifico (e tralasciamo il problema epistemologico della definizione fondata di cosa sia il “metodo scientifico” che avrebbe bisogno di una complessa divagazione). “Convenzionale” fa riferimento alla collocazione di un intervento finalizzato alla salute nel sistema sanitario dominante in una certa area geografica e in un determinato momento storico.

Nella storia dell’uomo le
definizioni di malattia e quindi di terapia sono basate non semplicemente sulle
scoperte, sul dato oggettivo naturale, ma anche su alcune percezioni dei
processi biologici che sono forgiati su elementi ideologici, politici,
economici, religiosi ecc. Nelle società umane, dunque, malattie e terapie
possono intendersi socialmente costruite, almeno in parte. Portare avanti
questo argomento, ovviamente, non significa mettere in dubbio la realtà scientifica
ma solo che la medicina, anche quella “scientifica” (spesso indicata come
“biomedicina”), è sottoposta a un processo di “costruzione sociale”.

Come
definiamo la MCS odierna? Alcune risposte sono: quella “comunemente insegnata
nelle scuole di medicina e disponibile negli ospedali” [6], “nel mondo
occidentale” [7], di cui un pilastro fondamentale è la “medicina basata sulle
prove di efficacia” (Evidence-Based
Medicine
, EBM). La EBM, sviluppatasi negli anni ’90, si fonda sull’uso
cosciente, giudizioso ed esplicito delle migliori prove di efficacia
disponibili nel prendere decisioni per la cura di singoli pazienti, integrata
con l’esperienza clinica individuale ed i valori e le scelte del paziente [8].

Si
può ritenere che il termine CAM sia
stato introdotto verosimilmente a partire dagli anni ’80 al fine di trovare un
compromesso e una integrazione tra “medicine alternative” e “medicine
complementari” (ad esempio la “Beijing
Declaration
”) [9].

Il
termine “complementare” sta a significare che i diversi modelli “alternativi”
non si pongono a sostituzione della MCS, ma accettano di porsi “accanto” alla
MCS, potendo anche condividerne le “regole” metodologiche.

EBM e CAM

C’è
stato un tentativo di usare la EBM
come chiave di soluzione del conflitto tra CAM e MCS. È stato questo l’obiettivo
del National Institute of Health (NIH) statunitense nel creare il National
Center for Complementary and Integrative Health (NCCIH) finalizzato ad
applicare la metodologia scientifica EBM sull’efficacia e sulla sicurezza di
questi interventi.

Riguardo
alla sclerosi multipla la American Academy of Neurology ha fornito delle
raccomandazioni sugli interventi di CAM [10].

Se però
la EBM è l’approccio che si assume, che senso ha definire un intervento come CAM?

Alcuni
sostenitori della CAM non accettano la EBM, reclamando un cambiamento di “paradigma
scientifico” [11], tanto da far definire la CAM un “insieme di pratiche che non
possono essere controllate” [12].

Se
l’intervento studiato è palesemente in contrasto con i principi chimico-fisici,
con la biologia, l’anatomia e la fisiologia su cui si fonda la MCS, come lo
dobbiamo interpretare?

Chi
scrive è molto critico nei confronti della CAM
e dunque la risposta è che se l’intervento ha un razionale infondato qualsiasi
risultato a esso relativo non debba avere alcun senso. Ne deriva che un
intervento che si fonda su un sistema antagonista alla MCS non dovrebbe essere
studiato come un possibile intervento terapeutico e la sua pratica sconsigliata
e inibita; potrebbe essere studiato per comprendere se ci siano implicazioni
razionali che riportino l’intervento stesso nell’alveo delle conoscenze
scientifiche (ponendo nuove ipotesi al meccanismo d’azione) o per studiarne gli
aspetti fenomenologici, sociali, etnici, psicologici ecc.

Come
riportato in altra sede [5], ritengo che nessuna integrazione in realtà sia
possibile sul piano scientifico e che la comunità scientifica, medica ed epistemiologica
stia percorrendo un terreno scivoloso.

È
d’altra parte necessario che un operatore sanitario abbia il dovere di confrontarsi
con interventi basati su credenze e valori del paziente che, pur non trovando
fondamenti scientifici, sono fonte di una “narrazione”, nell’ambito
dell’incontro medico-paziente, da cui attingere nella prospettiva di una
medicina “centrata sulla persona” e non, meramente, sulla malattia.

Tornando
alla questione della relazione tra EBM e CAM, nel momento in cui si cerca un
punto di contatto tra le basi teoriche della CAM e quelle della MCS, la CAM
cessa di essere CAM e diventa MCS [13], in altre parole non abbiamo bisogno di
un diverso “paradigma”. Se un trattamento di CAM persiste nelle sue basi
teoriche che esulano da un “paradigma” condiviso è inutile che la CAM cerchi
validazioni scientifiche tramite la EBM. Questo appare essere il maggiore
elemento di frattura tra CAM e MCS, che rende futile e fuorviante
l’integrazione sul piano della EBM [5,14],

Source: Fondazione Serono SM

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