E’ stata pubblicata una nuova revisione della letteratura sugli effetti della dieta sullo sviluppo della sclerosi multipla. Gli autori hanno concluso che non esistono evidenze a supporto di particolari diete o interventi nutrizionali nella prevenzione della malattia.
La relazione fra alimentazione e sclerosi multipla suscita da sempre molto interesse e, in particolare negli ultimi anni, si sono susseguite proposte, rilanciate dalla rete, di diete efficaci nel prevenire la malattia o nel migliorarne l’andamento. Nonostante tali proposte non siano abitualmente documentate da dati attendibili su efficacia e sicurezza, tanti vi aderiscono nutrendo aspettative elevate sulla loro efficacia. Penesová e colleghi hanno eseguito una revisione della letteratura valutando tutti gli approcci dietetici proposti per ridurre il rischio di sviluppo della sclerosi multipla o per migliorare il suo andamento in chi ne è affetto. Uno degli interventi nutrizionali più antichi è quello della riduzione dell’assunzione di grassi saturi con gli alimenti, che fu proposto già negli anni ’50. Più di recente, alcuni studi hanno riportato una riduzione della probabilità di sviluppo di malattie demielinizzanti, come la sclerosi multipla, associata a una maggiore assunzione di acidi grassi poli-insaturi di tipo omega-3, in particolare quelli presenti nel pesce. D’altra parte solo poche ricerche hanno valutato se la modificazione dell’alimentazione, ad esempio la riduzione dei grassi saturi nella dieta o l’aumento di quelli poli-insaturi, determini benefici significativi. Nella revisione della letteratura sono stati presi in considerazione i risultati di studi relativi all’effetto di altri fattori alimentari, come l’assunzione di olii di semi, cibi ricchi di fibre e vitamina D, sull’andamento dei sintomi, il benessere generale e lo stato dell’infiammazione in persone affette da sclerosi multipla. Anche da questo punto di vista, non si sono individuate evidenze conclusive a favore o contro questi approcci.
Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che, riguardo alla relazione fra dieta e sclerosi multipla, non si dispone di certezze, ma ci sono aspetti interessanti, che meritano approfondimenti, mediante l’esecuzione di studi specifici con metodi e casistiche adeguate.
Tommaso Sacco
Source: Fondazione Serono SM