Uno studio eseguito in Germania ha valutato quali
farmaci assumono i malati di sclerosi multipla, oltre a quelli indicati in
questa patologia. Fra gli obiettivi della ricerca c’è stato quello di
verificare le differenze, riguardo a tale aspetto, fra maschi e femmine.
Dopo l’introduzione dei primi tipi di interferone beta
negli anni ’90, si è assistito a un importante aumento di soluzioni
terapeutiche che rendono oggi complesso l’armamentario a disposizione degli
specialisti che curano la sclerosi multipla. Ai farmaci modificanti la
malattia, si aggiungono quelli che si impiegano nel trattamento delle recidive
e le molecole indicate nel controllo dei sintomi. A questi trattamenti
specifici per la sclerosi multipla se ne possono aggiungere altri per patologie
associate eventualmente presenti. Come è noto, la sclerosi multipla ha una
frequenza doppia nelle femmine rispetto ai maschi e questo può creare
differenze anche per quanto riguarda le terapie assunte. Frahm e colleghi hanno
analizzato i politrattamenti, vale a dire le terapie particolarmente complesse
con 5 o più farmaci, di persone con sclerosi multipla. Hanno valutato, in
particolare, le differenze fra maschi e femmine. Hanno utilizzato gli archivi
di dati di 306 soggetti e hanno eseguito esami clinici e interviste
strutturate. Nell’analisi statistica si è tenuto conto anche di eventuali
fattori che avessero influenzato i politrattamenti. Nelle 218 femmine e negli
88 maschi si è osservata la stessa frequenza di politrattamenti, 56% e 58%
rispettivamente, che quindi erano presenti in più della metà dei soggetti. Per
ambedue i sessi, i fattori associati a una maggiore probabilità di ricevere
politrattamenti sono stati: età più avanzata, disabilità più grave, presenza di
malattie associate e degenze ospedaliere. Un ridotto livello di scolarizzazione
si è correlato a un maggiore rischio di politrattamenti solo nel sesso
femminile. L’assunzione di fampridina e di farmaci per la terapia degli spasmi
muscolari si è correlata in maniera statisticamente significativa con il sesso
maschile, rispettivamente per p<0.021 e p<0.01. I prodotti la cui
assunzione si è associata al sesso femminile sono stati quelli indicati nelle
malattie della tiroide e i contraccettivi, rispettivamente per p<0.001 e
p<0.001. L’incremento dei politrattamenti con l’età è risultato
statisticamente significativo nel sesso femminile: p<0.001.
In maschi e femmine con sclerosi multipla e con età avanzata, malattie associate, disabilità più grave e trattamenti ospedalieri è maggiore la probabilità di assunzione di politrattamenti. Secondo gli autori, questa evidenza dovrebbe stimolare l’esecuzione di ricerche mirate a individuare possibili interazioni farmacologiche fra i diversi prodotti utilizzati.
Tommaso Sacco
Source: Fondazione Serono SM