La sessualità è un elemento integrante dell’essere umano e riveste un ruolo fondamentale nel benessere della persona, in grado di influenzare la qualità delle relazioni e contribuire all’autostima e all’immagine di sé. Dal punto di vista più strettamente biologico la funzione sessuale dipende dall’integrità delle strutture del sistema nervoso (cervello e midollo spinale), del sistema vascolare, muscolare e ormonale. Le disfunzioni sessuali sono molto comuni nelle persone affette da sclerosi multipla e hanno un impatto estremamente negativo sulla qualità della vita: si stima che circa il 50-70% delle donne con diagnosi di sclerosi multipla manifesterà durante il decorso della malattia un disturbo sessuale primario, ovvero direttamente correlato alla patologia, anche se non è ancora completamente chiarito quanto altre manifestazioni cliniche della malattia, come depressione, ansia, fatica e disabilità possano interferire negativamente sulla sfera sessuale, per gli aspetti emozionali e cognitivi a essa connessi. Le cause delle disfunzioni sessuali nella sclerosi multipla sono molteplici: la progressione della disabilità legata agli stadi più avanzati della malattia, fattori psicologici ed effetti collaterali correlati all’impiego di alcuni farmaci possono contribuire ad aumentarne la frequenza.

Solo negli ultimi anni le turbe della sfera sessuale nei pazienti con sclerosi multipla hanno ricevuto un’adeguata attenzione clinica da parte di neurologi e ricercatori. Da un punto di vista sintomatologico le donne con sclerosi multipla lamentano soprattutto un calo o assenza di desiderio (libido), associato o meno a dolore durante l’atto sessuale, spesso per ridotta lubrificazione vaginale, oppure una riduzione di sensibilità localizzata a livello degli organi genitali, che pregiudica la possibilità di avere rapporti soddisfacenti. Per l’uomo invece sono più frequenti problemi di erezione, di eiaculazione e di raggiungimento dell’orgasmo. La cause di tali disturbi sono diverse e da attribuire al carico psicologico ed emozionale derivante dalla sofferenza inferta dalla diagnosi, tale da annullare il piacere del rapporto, il trasporto, il desiderio di manifestazioni fisiche e amorose verso il proprio partner oppure ai deficit fisici causati dalla malattia, che spesso rendono l’attività sessuale alquanto difficoltosa e problematica. Alcuni pazienti hanno perfino paura ad avere rapporti sessuali, perché credono che questa attività possa comportare uno sforzo fisico troppo grande tale da far peggiorare la propria malattia o scatenare una riacutizzazione dei sintomi. Vengono distinte tre diverse tipologie di disfunzioni sessuali in corso di sclerosi multipla: forme primarie legate direttamente al danno di specifiche strutture nervose, a livello cerebrale e/o del midollo spinale, che regolano l’attività sessuale nell’uomo e nella donna e in particolare, la libido o desiderio sessuale, la reazione alle stimolazioni sessuali (secrezione vaginale, erezione, eiaculazione) e l’orgasmo – forme secondarie correlate a sintomi della malattia quali rigidità muscolare, depressione, ansia, disturbi vescicali e rettali, fatica, debolezza muscolare, che possono interferire negativamente con il regolare svolgimento dell’atto sessuale (performance sessuale) – forme terziarie legate a quegli aspetti psicologici, emozionali, sociali e culturali della sclerosi multipla che impattano sulla sessualità, come un cambiamento in negativo dell’immagine di sé e del proprio corpo, la presenza di alterazioni dell’umore quali tristezza e depressione, il timore di essere rifiutati dal proprio partner e la paura dell’abbandono. Non sempre è facile capire se le disfunzioni sessuali siano legate alla malattia, cioè su base organica, o dipendenti da un problema psicologico. La malattia infatti per le sue caratteristiche di cronicità e di evoluzione della disabilità nel tempo, comporta difficoltà psicologiche e relazionali con un profondo impatto sulla sessualità; d’altra parte nei casi in cui le disfunzioni sessuali sono determinate da lesioni delle strutture nervose è facile che si innestino successivamente componenti psicologiche e reazioni depressive caratterizzate da vissuti di ridotta autostima, insicurezza, fragilità e sentimenti di frustrazione che aggravano, a loro volta il quadro sintomatologico. Alcune manifestazioni cliniche della malattia interferiscono invece negativamente sulla funzione sessuale delle persone affette da sclerosi multipla e sono causa di disfunzioni di tipo secondario e/o terziario. La spasticità per esempio, come rigidità muscolare in grado di determinare resistenza ai movimenti volontari, è molto frequente nel decorso della sclerosi multipla e può provocare spasmi dolorosi e intensi, tali da impedire un normale rapporto sessuale. Anche la fatica e il dolore, sintomi tra i più comuni della malattia possono interferire negativamente con l’attività sessuale, ma possono essere trattate farmacologicamente. Il riscontro di depressione d’altra parte, ha un influenza negativa sulla vita sessuale dei pazienti con sclerosi multipla, in grado di causare una serie di problemi, dalla perdita del desiderio alla mancanza di sensibilità degli organi genitali. La depressione, da un punto di vista clinico, nella sclerosi multipla e non solo, si manifesta con umore triste o irritabile, perdita di interesse o piacere, mancanza di energia, agitazione o rallentamento psicomotorio, sentimenti di autosvalutazione o colpa, difficoltà di attenzione e concentrazione, disturbi dell’appetito e del sonno, ideazione suicidaria. Spesso il paziente con sclerosi multipla non manifesta un vissuto soggettivo di depressione, nel timore che venga ritenuto incapace di affrontare i propri problemi oppure per la difficoltà di riconoscere ed esprimere il suo disagio. Sarà il medico dotato di una specifica sensibilità diagnostica a focalizzare l’attenzione sui cosiddetti equivalenti somatici della depressione. Inoltre, l’accertamento di un disturbo depressivo in un soggetto con sclerosi multipla deve prendere in esame anche il ruolo di alcune manifestazioni cliniche significative quali la fatica o i disturbi cognitivi che possono essere confuse oppure intensificare la sintomatologia depressiva. Da queste premesse si comprende come nell’affrontare i problemi della sessualità nelle persone affette da sclerosi multipla possa rendersi necessario un approccio di tipo multidisciplinare con l’intervento di diverse figure specialistiche oltre al neurologo, quali quelle dello psicologo, dell’urologo, del ginecologo e del sessuologo clinico, con il quale i pazienti possano instaurare una relazione di estrema fiducia e confidenza senza inibizioni. Prima di procedere ad eventuali esami diagnostici al fine di valutare l’integrità delle strutture nervose deputate alla funzione sessuale è necessario indagare attraverso un’accurata raccolta anamnestica su eventuali turbe dell’erezione e/o dell’eiaculazione, riduzione della lubrificazione vaginale, sulla possibilità di avere un rapporto soddisfacente e sulla presenza di quelle condizioni legate alla malattia che comunque possono interferire con l’attività sessuale (contratture, deficit di sensibilità, deficit cognitivi, deficit emozionali, turbe sfinteriche). Occorre inoltre informarsi circa l’assunzione di determinati farmaci che possono interferire con l’attività sessuale, quali antidepressivi di vecchia e nuova generazione che possono determinare, come eventi avversi, riduzione del desiderio sessuale, ritardo dell’eiaculazione e fatica. È inoltre importante valutare l’impatto dei disturbi della sfera sessuale sul senso di autostima, sulla percezione dell’immagine corporea e sulla relazione con il partner. Da un punto di vista più strettamente diagnostico nella pratica clinica vengono utilizzati lo studio neurofisiologico dei potenziali evocati del nervo pudendo, al fine di valutare l’integrità delle vie nervose responsabili della fase iniziale dell’erezione in risposta allo stimolo sessuale e dell’eiaculazione; l’esame doppler del pene e l’inoculazione locale di vasodilatatori che consentono nella maggior parte dei casi, di distinguere un impotenza su base psicogena da quella organica e il dosaggio ematico degli ormoni sessuali quali progesterone, prolattina, estrogeni e testosterone.

Conclusioni

L’approccio allo studio della sessualità e delle disfunzioni sessuali nelle persone affette da sclerosi multipla è divenuto, negli anni più recenti, più complesso e articolato. I disturbi sessuali nella sclerosi multipla, oltre ad avere una frequenza elevata, sono una delle cause più importanti di sofferenza e disagio psicologico. Soltanto una gestione di tipo multidisciplinare e l’apporto di diverse figure specialistiche (neurologo, psicologo, sessuologo, urologo), secondo un modello di presa in carico globale dei bisogni espressi dal paziente, è in grado di garantire un intervento terapeutico mirato al miglioramento dei disturbi della sfera sessuale e degli aspetti emozionali e psicosociali connessi.

Consigli pratici

La sessualità è una componente molto importante del legame di coppia in quanto espressione di amore e attenzione nei confronti del proprio partner e di se stessi, così come fattore di consolidamento del rapporto intimo. Purtroppo, in seguito a condizionamenti sociali, culturali e religiosi parlare della propria sessualità e dei disturbi ad essa connessi implica una certa reticenza anche nell’ambito di una relazione medico-paziente ottimale. Pertanto è importante sottolineare come il primo passo per il trattamento dei disturbi sessuali nei pazienti con sclerosi multipla sia quello di parlarne apertamente con il neurologo di fiducia, al fine di attuare un intervento terapeutico precoce e tempestivo, di tipo farmacologico, riabilitativo e psicoterapico. Un intervento, spesso nell’ambito della coppia diventa cruciale nella gestione più completa della malattia e delle conseguenze della stessa sugli aspetti relazionali in famiglia e nella società.

Dott. Salvatore Cottone – UOC Neurologia A.R.N.A.S. Civico, Palermo

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Source: Fondazione Serono SM