Archives: Aprile 26, 2018

Valutata la relazione fra infezioni e sviluppo di sclerosi multipla pediatrica

Da tempo si ipotizza che precedenti infezioni costituiscano un fattore di rischio per lo sviluppo della sclerosi multipla. Esperti appartenenti alla rete statunitense di Centri per lo studio della sclerosi multipla pediatrica hanno valutato tale relazione in questa specifica casistica. I risultati hanno indicato che nessun fattore indicativo di pregresse infezioni e di contatti con microrganismi o loro strutture, anche sotto forma di vaccini, si associa a un maggiore rischio di ammalare.

Suleiman e colleghi hanno preso in esame una serie di fattori che andavano dall’esposizione precoce a infezioni all’uso di antibiotici, alle vaccinazioni, all’uso del ciuccio e all’abitudine di giocare sull’erba. Tali fattori sono stati posti in relazione con il rischio di comparsa di sclerosi multipla pediatrica. Lo studio ha previsto la valutazione di un gruppo di bambini e ragazzi con sclerosi multipla o Sindrome Clinicamente Isolata e di un gruppo di soggetti sani arruolati in 16 Centri appartenenti alla rete statunitense dei Centri di sclerosi multipla pediatrica. I genitori di tutti i bambini e ragazzi arruolati hanno riempito un questionario mirato a raccogliere informazioni su precedenti esposizioni a infezioni, abitudini dei bambini e malattie comparse nei primi cinque anni di vita. Almeno due specialisti di sclerosi multipla pediatrica hanno confermato la diagnosi di ciascun partecipante. Specifiche analisi statistiche hanno posto in relazione le caratteristiche dei malati e i fattori sopra descritti con la comparsa della malattia. Si sono raccolte risposte a 326 questionari relativi a casi di sclerosi multipla o CIS (età media 14.9 anni; 63.5% femmine) e 506 dei soggetti sani (età media 14.4 anni; 56.9% femmine). A una prima analisi delle informazioni raccolte, era risultato che avere avuto influenza con febbre elevata prima dei 5 anni di età (p=0.01), aver giocato abitualmente nell’erba e aver usato prodotti per curare pidocchi o scabbia erano fattori che aumentavano il rischio (p=0.04) di sviluppare sclerosi multipla. Quando però si è applicato un metodo di analisi che teneva conto di età, sesso, razza, etnia e livello educativo della madre, le suddette relazioni non sono più risultate significative. Inoltre, uso di antibiotici e frequenza regolare in asili prima dei 6 anni di età non si sono associate in nessun modo a un aumentato rischio di ammalare.

Gli autori hanno concluso che qualsiasi fattore indicativo di precedenti infezioni non si associa a un aumentato rischio di sviluppare sclerosi multipla.

Tommaso Sacco

Fonte: Early infectious exposures are not associated with increased risk of pediatric-onset multiple sclerosis; Multiple Sclerosis and Related Disorders, 2018 Mar 26;22:103-107

Source: Fondazione Serono SM


Progressi nella conoscenza della relazione fra vitamina D e sclerosi multipla

Da tempo si studia la relazione fra vitamina D e sclerosi multipla, partendo da alcune osservazioni che indicherebbero un rischio maggiore di sviluppare la malattia e di avere un decorso peggiore, in caso di carenza della vitamina. Una revisione della letteratura ha fatto il punto sulle più recenti acquisizioni in questo campo.

La vitamina D ha un gran numero di effetti e si ritiene che corrette concentrazioni  di questo elemento nell’organismo siano importanti per mantenere il benessere in generale e, in particolare, per far funzionare al meglio il sistema immunitario. Infatti, la vitamina D favorisce il rilascio di citochine che antagonizzano l’infiammazione e aumenta la quantità di linfociti Tregolatori, rispetto a quella dei linfociti Thelper 17. La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa infiammatoria, che ha un andamento cronico e provoca danni di varia gravità al sistema nervoso centrale. Il meccanismo che la determina è di tipo autoimmunitario e gli episodi ricorrenti di danno della mielina, con conseguente degenerazione delle strutture nervose, dipendono, in parte, da una risposta immunitaria, non dovuta, diretta verso antigeni. Questi ultimi ad oggi non identificati, ma potrebbero essere alcune componenti della mielina o molecole simili. Molte evidenze hanno indicato la relazione fra sviluppo della sclerosi multipla e fattori ambientali fra i quali la carenza di vitamina D. D’altra parte, la definizione esatta del ruolo della vitamina D nella comparsa della sclerosi multipla e nel suo andamento nel tempo si presenta complessa. Recenti studi hanno rilevato che alterazioni genetiche, frequentemente riscontrabili nelle persone con sclerosi multipla, riguardano tratti dei geni coinvolti nel metabolismo della vitamina D o altri tratti localizzati nelle vicinanze di questi ultimi. L’interpretazione di questi riscontri potrebbe essere il seguente: le modificazioni dei geni, o della loro espressione, altererebbero, nelle persone con sclerosi multipla, il metabolismo della vitamina D o la risposta delle cellule a questo elemento. Sviluppi ulteriori di queste linee di ricerca potranno essere favoriti dalla disponibilità di metodologie di studio dei geni di nuova generazione. Fra gli aspetti che potranno essere chiariti, ci sono quelli dell’influenza dell’espressione dei geni sull’efficienza del recettore della vitamina D, che è l’anello che lega tale vitamina al funzionamento della cellula.

In conclusione, gli autori sottolineano che le informazioni relative agli effetti genetici della vitamina D sulle cellule immunitarie, che sono riportate nella loro revisione, costituiscono la base per lo sviluppo delle future linee di ricerca.

Tommaso Sacco

Fonte: Genomic effects of the vitamin D Receptor: Potentially the Link between vitamin D, immune Cells, and Multiple Sclerosis; Frontiers in Immunology, 2018; 8: art 477.

Source: Fondazione Serono SM


Cellule staminali mesenchimali nella sclerosi multipla: per ora solo in ricerca

Antonio Uccelli, Professore Associato di Neurologia dell’Università di Genova, parla delle ricerche in corso sull’impiego delle cellule staminali mesenchimali nella cura della sclerosi multipla.

Le cellule staminali adulte hanno la capacità di riparare i tessuti e, in particolare, le cellule staminali mesenchimali sono in grado di produrre le componenti di cartilagine, osso e grasso. Mentre le cellule staminali ematopoietiche, come spiegato nel precedente aggiornamento, sono già entrate nella pratica clinica della sclerosi multipla, l’impiego delle cellule staminali mesenchimali è ancora oggetto di ricerca, ma di tutti gli approcci di questo tipo che sono allo studio, è quello nello stadio più avanzato di sviluppo. Questi elementi cellulari sono in grado di contrastare l’attività delle cellule coinvolte nei meccanismi di autoimmunità, ma inducono anche meccanismi di neuroprotezione e stimolano processi di riparazione da parte di altre cellule staminali, quelle proprie del sistema nervoso centrale. Queste ultime, denominate cellule staminali neurali, nelle malattie neurodegenerative croniche non svolgono più i loro compiti. Antonio Uccelli sottolinea che, ad oggi, tutto ciò è stato studiato in laboratorio e in modelli animali, ma non si sa se i medesimi meccanismi si attivino allo stesso modo, e senza provocare danni, trapiantando in un malato cellule staminali mesenchimali. Perciò, l’intervistato aggiunge che i tanti annunci relativi alla disponibilità di terapie per la sclerosi multipla basate su queste cellule sono privi di fondamento. Purtroppo, a volte, tali annunci sono rilanciati dai media senza chiarire la natura sperimentale dei dati riportati e ciò amplifica il danno per i malati, che vengono illusi, circa soluzioni di fatto inesistenti. Antonio Uccelli ricorda che c’è anche chi specula su queste false speranze e questo è veramente inaccettabile.

Tommaso Sacco
Video: Marco Marcotulli

Source: Fondazione Serono SM


L'esperto risponde Sclerosi Multipla

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Dott.ssa Giovanna Borriello

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Prof. Giacomo Luz

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Dott. Paolo Ragonese

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Dott.ssa Alessandra Trojani (genetista)

Dott. Luca Valeriani (nutrizionista)

Source: Fondazione Serono SM


Prof. Giacomo Lus

Carriera Universitaria

  • Ricercatore universitario (1988-2001) presso la Seconda Clinica Neurologica della Prima Facoltà di Medicina dell’Università di NAPOLI “Federico II”
  • Professore aggregato (dal 2001 ad oggi) prima della Prima Clinica Neurologica (fino al 2013) e poi della Seconda Clinica Naeurologica (tuttora) della Seconda Università di Napoli (fino al 2017) e poi (sinora) dell’Università della Campania L. Vanvitelli.

Insegnamento:

  • Neurologia (dall’anno accademico 1999-2000 ) presso il corso di laurea in Medicina polo di Caserta (coordinator prof. R. Cotrufo)
  • Membro del collegio docenti del Corso di Perfezionamento in Malattie neuromuscolari della Facoltà di Medicina della Seconda Università di Napoli.
  • Neurologia presso I corsi di laurea in :
    • Fisioterapia (sede di Napoli)(dal 2000 ad oggi)
    • Scienze Infermieristiche (sede di Caserta Ospedale Civile) dal 2013 ad oggi)
  • Insegnamento di semeiotica neuro-muscolare presso la scuola di specializzazione in Neurologia della Seconda Università di Napoli (dal 2001 a oggi)

Attività clinica:

Dal 1989 ha prestato attività come dirigente medico presso la II Clinica Neurologica (1988-2000), poi presso la I Clinica Neurologica (2000-2013) ed infine II Clinica Neurologica (2013-tuttora ) della Seconda Università di Napoli (ora Università della Campania). La tipologia principale dei ricoveri (media 15 posti letto ordinari+ 6 day hospital) é sempre stata di principalmente di tipo vascolare, degenerativa, infiammatoria nche con la gestione di patologie critiche; quest’ultimo aaspetto si é recentemennte qualificator attraverso la gestione di posti letto convenzionati e riservati alle acuzie stabilizzate provenienti dal ronto soccorso dell’Ospedale Cardarelli di Napoli.

Dal 2007 é responsabile del Centro per la sclerosi multipla della Seconda Università di Napoli. Tale centro ha avuto un incremento di afferenze di pazienti notevole negli ultimo 10 anni con attualmente 1200 pazienti seguiti e configurandosi come uno fra I due primi Centri dela Regione Campania.   Il modello di gestione attuato é stato il primo nel suo genere in Italia configurandosi per la presa in carico globale del paziente. A tal fine allo statao il Centro prevede oltre che tre figure neurologiche, una psicologa/neuropsicologa, un fisiatra, una biologa, una study coordinator, un neurologo elettrofisiologo, una neurologa per il trattamento con la tossina botulinica. Tutte queste figure sono contrattualizzate con fondi afferenti allo stesso centro (progetti di ricerca e studi clinici internazionali di fase II e III)

Ad oggi il centro é un punto di riferimento regionale e nazionale per progettualità assistenziali specie di gestione riabilitativa integrate e trattamento della spasticità.

Altro

  • Autore di oltre 80 pubblicazioni a stampa su peer revewed journals con elevato impact factor
  • Membro del board regionale su “Linea progettuale 2.6 – Strumenti di Economia Sanitaria e Management a supporto della implementazione del percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) e della rete tra i Centri per la diagnosi e cura della Sclerosi Multipla (SM) in Campania”
  • Socio dell’American Academy of Neurology dal 2004
  • Socio della Società Italiana di Neurologia dal 2004

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Source: Fondazione Serono SM


Prof. Giacomo Luz

Carriera Universitaria

  • Ricercatore universitario (1988-2001) presso la Seconda Clinica Neurologica della Prima Facoltà di Medicina dell’Università di NAPOLI “Federico II”
  • Professore aggregato (dal 2001 ad oggi) prima della Prima Clinica Neurologica (fino al 2013) e poi della Seconda Clinica Naeurologica (tuttora) della Seconda Università di Napoli (fino al 2017) e poi (sinora) dell’Università della Campania L. Vanvitelli.

Insegnamento:

  • Neurologia (dall’anno accademico 1999-2000 ) presso il corso di laurea in Medicina polo di Caserta (coordinator prof. R. Cotrufo)
  • Membro del collegio docenti del Corso di Perfezionamento in Malattie neuromuscolari della Facoltà di Medicina della Seconda Università di Napoli.
  • Neurologia presso I corsi di laurea in :
    • Fisioterapia (sede di Napoli)(dal 2000 ad oggi)
    • Scienze Infermieristiche (sede di Caserta Ospedale Civile) dal 2013 ad oggi)
  • Insegnamento di semeiotica neuro-muscolare presso la scuola di specializzazione in Neurologia della Seconda Università di Napoli (dal 2001 a oggi)

Attività clinica:

Dal 1989 ha prestato attività come dirigente medico presso la II Clinica Neurologica (1988-2000), poi presso la I Clinica Neurologica (2000-2013) ed infine II Clinica Neurologica (2013-tuttora ) della Seconda Università di Napoli (ora Università della Campania). La tipologia principale dei ricoveri (media 15 posti letto ordinari+ 6 day hospital) é sempre stata di principalmente di tipo vascolare, degenerativa, infiammatoria nche con la gestione di patologie critiche; quest’ultimo aaspetto si é recentemennte qualificator attraverso la gestione di posti letto convenzionati e riservati alle acuzie stabilizzate provenienti dal ronto soccorso dell’Ospedale Cardarelli di Napoli.

Dal 2007 é responsabile del Centro per la sclerosi multipla della Seconda Università di Napoli. Tale centro ha avuto un incremento di afferenze di pazienti notevole negli ultimo 10 anni con attualmente 1200 pazienti seguiti e configurandosi come uno fra I due primi Centri dela Regione Campania.   Il modello di gestione attuato é stato il primo nel suo genere in Italia configurandosi per la presa in carico globale del paziente. A tal fine allo statao il Centro prevede oltre che tre figure neurologiche, una psicologa/neuropsicologa, un fisiatra, una biologa, una study coordinator, un neurologo elettrofisiologo, una neurologa per il trattamento con la tossina botulinica. Tutte queste figure sono contrattualizzate con fondi afferenti allo stesso centro (progetti di ricerca e studi clinici internazionali di fase II e III)

Ad oggi il centro é un punto di riferimento regionale e nazionale per progettualità assistenziali specie di gestione riabilitativa integrate e trattamento della spasticità.

Altro

  • Autore di oltre 80 pubblicazioni a stampa su peer revewed journals con elevato impact factor
  • Membro del board regionale su “Linea progettuale 2.6 – Strumenti di Economia Sanitaria e Management a supporto della implementazione del percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) e della rete tra i Centri per la diagnosi e cura della Sclerosi Multipla (SM) in Campania”
  • Socio dell’American Academy of Neurology dal 2004
  • Socio della Società Italiana di Neurologia dal 2004

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Source: Fondazione Serono SM